Finalista Barcellona International Film Festival

rivista d'arte turka con una mia intervista

Arte è comunicazione dell’arte. Arte Attività dell’uomo basata sul possesso di una tecnica, su un sapere acquisito sia teoricamente che attraverso l’esperienza; in tal senso, coincide anche con un mestiere che richieda un’abilità specifica. Comunicazione Trasmissione, partecipazione, diffusione di qualcosa agli altri, a mezzo..stampa, radio e televisione  e parola scambio di informazione mediante uno o più linguaggi L’atto artistico coincide con l’atto comunicativo. Anzi, è un atto di comunicazione complessa perché invade più livelli di comunicazione, quello intimo della persona e quello sociale. Inoltre l’arte può utilizzare più mezzi di comunicazione, può rivolgersi a diversi target, può diffondere un’idea, un nome, uno stato d’animo, trasmette conoscenza e applicazione della stessa. L’arte inoltre travalica le frontiere: la lingua dell’arte è una lingua universale. Quasi sempre. Ecco perché oggi si può dire senza ombra di dubbio che Arte è comunicazione. Non può non esserla in un mondo che ci vede sempre perennemente attaccati a mezzi di comunicazione. Ma quando è iniziata questa simbiosi? Certo non ieri…. Anzi. Pensiamo ai primi graffiti nelle caverne. Nei libri d’arte si studiano come i primi segni d’arte, e a ragione. Quelle semplici stilizzazioni sono ancora oggi dei segni primordiali riconoscibili a qualunque occhio, la semplicità del segno, la stilizzazione ne fanno degli ottimi (e a volte auspicabili) modelli di sintetizzazione visiva del pensiero e insieme un atto fondamentale e necessario per la società in cui essi furono realizzati. La sopravvivenza. Sì, perché quei graffiti indicavano le zone di caccia che erano per l’uomo della caverne fonte di vita e luoghi di pericolo. Eccola, la conoscenza trasmessa, comunicata. E ora, dopo aver innalzato quei semplici graffiti ad arte raffinata e da emulare, pensiamo ai segnali stradali, alle indicazioni delle mappe: seguiamo graffiti ogni giorno per capire dove stiamo andando. Ma quando si pensa all’arte e alla comunicazione penso che venga spontaneo pensare ad una grande opera: l’Eneide. Pensiamoci bene: non era un grande poeta Virgilio? Sì, certo è stato uno dei più grandi poeti occidentali; non è stato un grande imperatore Augusto? Sì, si direbbe di sì. Ebbene, Augusto è stato anche uno stratega che capì che in quel momento serviva legittimare ancora più nelle viscere dell’impero la dinastia della gens julia e capì che una operazione del genere solo un artista, solo un poeta poteva farla: Virgilio. Ed ecco che il figlio di Enea, fino ad allora chiamato Ascanio, diventa Julio, dal quale quindi la gens julia di cesare e quindi di Augusto; nell’Eneide di Virgilio molti sono i versi dedicati ad Julio: durante la notte della caduta di Troia viene improvvisamente avvolto da una misteriosa lingua di fuoco che lo lascia indenne: chiaro segno di una protezione da parte degli dei. Perché era questo che Augusto voleva: confermare senza ombra di dubbio la discendenza di Cesare direttamente dagli dei, da Venere in particolare. Addirittura scavi recenti confermerebbero che Augusto, attraverso un passaggio segreto tra i suoi appartamenti e le stanze della biblioteca, alterò dei documenti per avallare attraverso questi “falsi storici” la discendenza divina della gens julia! L’Eneide, pietra miliare nella letteratura latina, nella letteratura epica occidentale in realtà è un’opera di propaganda, un’opera di comunicazione, un’opera che nasce da documenti falsi. Tuttavia rimane un’opera pregevole; i suoi fini cambiano senza cambiarne il valore artistico legittimo. Perché dire che l’arte è comunicazione non significa svilirla, anzi, significa darle e riconoscerle potere. Perché l’arte è potente, è un messaggio che dura nel tempo, che viaggia più del suo artefice, che viene toccato, ascoltato, letto e guardato da un numero esponenziale di fruitori. Se poi passiamo al Rinascimento l’esempio dell’arte come ambasciatrice di idee e motore per nuove invenzioni diventa evidente: Lorenzo il Magnifico, ma anche Papa Giulio II, e Leonardo, Michelangelo, Bernini, Borromini, persino la loro stessa contrapposizione era un messaggio, le loro opere, le loro vite. Noi stessi siamo il risultato di quella arte/comunicazione lì. Ognuno di noi sta elaborando una propria immagine delle opere e degli uomini di qiell’epoca: Giulio II, la Cappella Sistina e Michelangelo, ma anche il Bernini e come scordare il Borromini o Leonardo. Fanno tutti parte della nostra evoluzione immaginifica. Ci comunicano a distanza di secoli i messaggi di grandezza degli uni e degli altri, la forza di un’epoca che non era perennemente connessa con il mondo esterno ma che è e sarà sempre connessa attraverso il tempo con noi. Grazie all’arte. Grazie all’opera di comunicazione degli artisti e dei loro mecenati e dei politici dell’epoca. Magari oggi gli spot pubblicitari fossero così ben riusciti! Magari i politici si affidassero di nuovo ai poeti/artisti7 di un tempo! Ci sarebbe molta più sostanza e molta più concretezza ed innovazione! Come a inizio ‘900, per esempio, quando, con l’avvento delle nuove tecnologie e delle avanguardie artistiche, abbiamo un proliferare di arte E comunicazione in modo più che cosciente, dove l’arte è Arte che prende per mano la società e la stravolge, la rovescia come un aratro e segna il solco di quello che sarà la modernità da quel momento in poi. Anche se… da quel momento in poi nasce anche la strana esigenza di parcellizzare, di suddividere in caselle e “specializzarsi”. Non si vuole più uno sguardo di insieme sociale/storico/politico/artistico, si vuole guardare ogni cosa al microscopio sviscerarla. Se da una parte si vuole e si può essere “globali”, dall’altra si tende a limitare sempre più i propri stessi confini di azione. E così l’arte ritorna ad essere solo ed unicamente arte/, il comunicatore è altro dall’artista, così il performer, tanto amato all’estero e tanto non compreso qui in Italia. Ma l’Arte è anche memoria, è anche la custode delle radici dei popoli e delle culture ed è per questo che è importante, anzi necessario, COMUNICARLA nel modo più opportuno e a tutti i livelli della società. Perché oggi forse l’Arte è l’unica che ci può salvare economicamente e culturalmente, l’unica che può ancora “far paura” perché, tra polemiche politiche e scontri economici, l’Arte unisce senza rancori. Concludendo… Amate L’arte; fra tutte le menzogne è ancora quella che mente di meno…(gustave Flaubert) Grazie ……

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Breve Biografia.

GRAZIANO CECCHINI – ROSSOTREVI

Nato a Roma il 22 ottobre 1953.

Nel 2007 tinge di rosso la Fontana di Trevi, dando il via ad una serie di performance  artistiche trasgressive che hanno fatto il giro del mondo.

A Fontana di Trevi segue Trinità de’ Monti, “dal RossoTrevi alla Quadricromia”, nella quale fa rotolare dalla scalinata di Piazza di Spagna 500.000 palline colorate, unendo i principali manifesti del Futurismo.

Diventa testimonial della Fondazione De Chirico, per la quale realizza due opere che nel 2010, insieme alle opere del maestro Giorgio De Chirico, sono state esposte in una mostra itinerante a Miami, New York e Los Angeles.

Nell’agosto del 2008 fa un reportage fotografico di denuncia nella giungla birmana, seguendo l’esercito di liberazione Karen.

Sempre nel 2008 viene chiamato da Vittorio Sgarbi a Salemi insieme ad Oliviero Toscani, quale Assessore al Nulla. A Salemi gira un cortometraggio su “Poggioreale, il paese che non c’è” e organizza diverse mostre del reportage sui Karen e edita a riguardo un libro di foto-giornalismo “Kaw too lei”.

Nell’ottobre del 2010 a Firenze, crea, in occasione del Festival della Creatività, The Rock, un portale di 400 tonnellate di marmo, mobilitando le principali cave delle Apuane.

Collabora con diverse aziende marmifere, la Provincia e l’unione industriali di Massa e Carrara.

Dal 2010 al 2011 è stato impegnato nel restyling di una fabbrica a Pisa.

 La performance di Fontana di Trevi è stata pubblicata sul catalogo Taschen, “Uncommissioned Public Art” del 2010, presentato a New York, Miami e Los Angeles (http://ethelseno.wordpress.com/) e attualmente presente anche nelle maggiori librerie italiane.

Le sue performance sono state trattate dalle maggiori testate internazionali, sia televisive che cartacee (Corriere della Sera, Repubblica, Le Figaro, Le Monde, New York Times, Los Angeles Post, Rai1, Rai2, Rai3, Canale5, BBC….).

Dal dicembre 2011 a febbraio 2012 viene presentata una sua mostra a Via Margutta, presso il Margutta RistorArte, curatrice Francesca Barbi Marinetti, titolo “Per GraziaNo ricevuta. Le Ma-donne”.

E’ ideatore e realizzatore del progetto di design artistico di Haute Couture “X-Arte”, presentato a Il Margutta RistorArte in febbraio.

Il progetto X-Arte prevede il riutilizzo di scampoli di stoffa delle Maison storiche romane d’Alta Moda. Hanno già aderito all’iniziativa le Maison SarliGattinoni, Balestra, Piattelli, Camillo Bona.

In occasione  della settimana di alta moda “AltaRoma” (luglio 2012) è stata presentata l’opera numero zero: Le Tre Grazie, inserita nella manifestazione come evento collaterale. L’opera è stata presentata presso il First Luxury Art Hotel dove è rimasta per oltre due mesi. successivamente è  stata esposta presso l’Accademia del Costume e della Moda di Roma.

Ospite in molte trasmissioni da Tetris di Luca Telese alle Iene, al Maurizio Costanzo Show, Buona Domenica e Matrix

Selezionato per l’Isola dei Famosi.

Il 30 giugno 2012 ha ricevuto il Premio internazionale della Città di Ostia (41enesina edizione), sezione Arte.

Una sua opera Ma-Donna è stata esposta alla 54, esposizione internazionale d’Arte della biennale di Venezia  iniziativa speciale per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Catalogo “Lo Stato dell’Arte regioni d’Italia”

Primavera 2013 intervista sul L’Officiel Hommes (Intervista sez. architettura)

25 giugno 2013  è testimonial  della manifestazione Gramsciana a Ales (sardegna)  su invito della biblioteca gramsciana omaggia Gramsci con una sua performance

4 Dicembre 2013 articolo sul quotidiano LA STAMPA pagine cultura.

Al momento alcune sue opere possono essere viste su una delle sue pagine Web, (https://www.facebook.com/graziano.cecchinirossotrevi?ref=tn_tnmn) E presso collezioni private.

A maggio 2014 sarà presente presso il Palazzo della Borsa di Genova con un opera “La Città e la mente” per una esposizione/asta di Beneficenza  realizzata dall’ass.ALFaPP.

Nel 2015 tre opere sono state battute dal Rotary club Genova-Est per un asta di beneficenza per gli alluvionati di Genova.

A luglio una sua opera è stata esposta nella centrale piazza Borea a Sanremo.

Nel 2015 una sua opera viene esposta al Palazzo Bianco Musei di Strada Nuova Via Garibaldi per l’Indipendence day del consolato USA.

 Nel 2015Una sua opera in ceramica  scultura di  3 metri  Madre Terra OGM è attualmente esposta in Piazza Borea d’Olmo  Sanremo

E una in ferro  Donna Dinamica con fiori sarà esposta  presso i giardini del teatro Tenco a Sanremo.

Sett/ottobre 2015 direzione artistica di “Incontemporanea Arte Attiva” a Palermo.

Ott/nov 2015  collabora con la fondazione Garaventa (genova nervi) per il progetto “G factory” abbiamo rotto i colori.

Aprile 2016 performance a Genova piazza de Ferrari  centomila petali di rose nella fontana contro la violenza sulle donne.

maggio 2016 salone del libro di torino conferenza sull’esplosione alchemica dell’arte e presentazione del Libro Futurismo del terzo millennio.

Maggio 2015 direzione artistica dell’evento Arenzano in Fiore.

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“Parigi”

  ecco il mio notturno , la mia visione .

  L’ho vista in sogno, Parigi .

La mia visione mi conduceva in un volo nel grigio cielo di marzo sulla città delle Avanguardie, la capitale della cultura moderna, dove tutto nasce e l’impossibile si trasforma nel….

POSSIBILE. Città delle mille luci e dell’innovazione:

Parigi!

….della libertà ne fece una statua, della rivoluzione ne fece uno stato moderno.

Ho visto un gran popolo,

animato dalla luce della conoscenza, un popolo fiero della propria cultura,

indifferente al richiamo delle sirene e imperturbabile ai maremoti delle sottoculture, aperto alle nuove esigenze della società, pronto allo scontro per affermare la propria identità.

Bianchi, neri, cattolici, islamici, ebrei, pagani, nazionalisti, comunisti: solo e unicamente Francesi.

Parigi, non perderti, devi vincere, non farti ingannare!

Venti pesanti, demoni, stregoni tramano all’ombra delle guglie al fresco delle camere d’albergo; Parigi non farti truffare!

Le mille brezze che vengono dal mare oceano spiano le tue morbide e solari primavere, i tuoi viali, le tue strade, i tuoi palazzi.

Parigi la Grande – tu, patria ed asilo di artisti – non farti raggirare!

Culla del mio sogno di libertà, da Te voglio ripartire per riproporre il nuovo manifesto del futurismo.

Come allora, anche oggi noi futuristi provocheremo la tua sensibilità .

Realizzeremo un universo futurista, la strada è stata tracciata.

Parigi, la plastica città con il suo dinamismo fuso in un blocco d’acciaio vedrà l’espressione dinamica, la plasticità pittorica, la lirica della dinamica del movimento. Noi futuristi del 3° millennio realizzeremo questa fusione, noi costruiremo l’universo rallegrandolo di una forza onnicomprensiva, doneremo anima scheletro e carne per dare corpo all’incorporeo, forma all’infinitesimale.

Noi, con le nostre forme astratte reinventeremo tutti gli elementi dell’universo, e faremo la grande fusione di forma e sostanza. Capricciosamente la nostra ispirazione darà la definitiva forma e plasticità alla forza e alla rabbia delle emozioni vere, esplodendo nell’apoteosi dell’estasi, l’universo ripartirà, noi lo rimetteremo in moto.

Plasticità dell’atomosfera.

Con-penetrazione dei piani in fusione con gli stati d’animo.

Lirica del rumore.

Boato.

Velocità del gigabyte.

Esaltazione della dinamica del movimento informatico.

Colore.

Fusioni oniriche del colore.

Dinamismo del colore digitale.

Platicità del segno digitale.

Innovazione dei materiali .

Così nasce l’universo.

V I D E O

Trevi per un giorno

Primo maggio

The rock in Firenze

Roma - Italia

500.000 colori

Il Portale di Firenze

P H O T O S